Come si legge una bolletta della luce

In una bolletta ci sono quattro blocchi di spesa. Solo uno dipende dal fornitore: è lì che si vince o si perde. Gli altri tre sono uguali per tutti, e nessuno può scontarteli.

Aggiornato il 12 luglio 2026 · lettura 5 min

La bolletta della luce sembra scritta apposta per non essere capita. In realtà, sotto le decine di righe, ci sono quattro blocchi. Riconoscerli cambia tutto, perché solo il primo dipende da chi ti fattura l'energia: sugli altri tre nessun venditore può farti sconti, per quanto te li prometta.

1. Spesa per la materia energia

È l'unico blocco che il fornitore decide. Dentro ci sono il prezzo dei kWh che hai consumato e le quote fisse di commercializzazione — quelle che paghi anche se stai via un mese e non accendi niente. Quando confronti due offerte, è qui che devi guardare. Tutto il resto è rumore.

2. Trasporto e gestione del contatore

Il servizio di portarti fisicamente l'energia a casa e leggere il contatore. Lo stabilisce ARERA, l'autorità di regolazione, ed è identico per tutti i fornitori. Dipende dalla potenza impegnata del tuo contatore (i famosi 3 kW) e dai kWh consumati.

3. Oneri di sistema

Servono a finanziare cose decise per legge: incentivi alle rinnovabili, smantellamento delle centrali nucleari, bonus sociali. Non sono negoziabili e non c'entrano niente col fornitore. Se un venditore ti dice che te li abbatte, sta mentendo.

4. Imposte

Accisa e IVA. Sull'elettricità domestica l'IVA è al 10%. L'accisa ha una franchigia: il residente con contatore fino a 3 kW non la paga sui primi kWh del mese. Ecco perché essere residenti o no cambia la bolletta a parità di consumi.

I due numeri da guardare

Il primo sono i kWh consumati: li trovi nella sezione dei consumi, divisi per fascia F1, F2, F3 se hai un contatore che le rileva. Il secondo è la potenza impegnata, quasi sempre 3 kW. Con questi due numeri — e nient'altro — si può calcolare cosa pagheresti con qualunque offerta.

È esattamente quello che fa il nostro calcolatore: gli dai i kWh e la potenza, e ti dice quanto verrebbe la stessa bolletta con le condizioni che trattiamo noi. Senza email, senza registrazione.

Il trucco più comune

Il confronto tra offerte si fa quasi sempre su un "consumo medio annuo" inventato da chi vende. Ma se consumi soprattutto di sera, o hai una seconda casa che usi tre mesi l'anno, quel consumo medio non ti riguarda: una tariffa a fasce può convenirti o rovinarti a seconda di quando accendi la lavatrice. Per questo l'unico confronto che vale è quello fatto sulla tua bolletta, non su una media.

Domande frequenti

Cosa sono le fasce F1, F2 e F3?

Sono le fasce orarie definite da ARERA. F1 è il giorno lavorativo dalle 8 alle 19; F2 copre le prime ore del mattino, la sera fino alle 23 e il sabato; F3 è la notte, la domenica e i festivi. Se il tuo contatore le rileva, in bolletta trovi i kWh divisi per fascia.

Cambiando fornitore rischio di restare senza corrente?

No. Il contatore non si tocca e la fornitura non si interrompe: cambia solo l'azienda che ti fattura l'energia. Il distributore locale, quello che gestisce i cavi e il contatore, resta lo stesso.

Perché pago anche se non consumo nulla?

Perché una parte della bolletta è fatta di quote fisse: commercializzazione, trasporto e gestione del contatore. Si pagano in proporzione ai giorni di fornitura, non ai kWh.

Vuoi il numero sulla tua bolletta, non su un esempio?

Il calcolatore lavora sui tuoi kWh reali e ti dice quanto pagheresti con le condizioni che trattiamo noi. Ci vogliono trenta secondi e non chiede né email né registrazione.

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