Tariffa luce fissa o variabile: quale conviene nel 2026
Il prezzo fisso non è la scelta prudente e l'indicizzato quella rischiosa: sono due modi diversi di pagare la stessa energia. Il fisso è un'assicurazione con un premio dentro lo spread. Ecco quando conviene l'una e quando l'altra, con lo storico PUN 2026 alla mano.
Aggiornato il 30 luglio 2026 · lettura 6 min
È la domanda che si fa chiunque stia per firmare un contratto della luce: meglio il prezzo fisso, che non cambia per un anno, o quello variabile, agganciato al mercato? La risposta corta è che non esiste una scelta giusta in assoluto — ma esiste una scelta giusta per te, e dipende da una cosa sola: quanto sei disposto a farti sorprendere dalla bolletta.
Il modo in cui la domanda viene di solito posta è già sbagliato. Si pensa al fisso come alla scelta "sicura" e al variabile come a quella "rischiosa". In realtà sono due modi diversi di pagare la stessa identica energia, e nessuno dei due ti fa risparmiare per magia. Vediamo perché.
Cosa paghi davvero nei due casi
Con una tariffa variabile (o "indicizzata") il prezzo dei tuoi kWh è il PUN del mese — il prezzo all'ingrosso dell'energia in Italia — più una maggiorazione fissa del venditore, lo spread. Quando il mercato scende, la tua bolletta scende; quando sale, sale. Segui il mercato in tempo reale, nel bene e nel male.
Con una tariffa fissa paghi lo stesso prezzo al kWh per tutta la durata del contratto (in genere 12 mesi), qualunque cosa faccia il mercato. Se i prezzi esplodono, sei protetto. Se crollano, continui a pagare il prezzo bloccato mentre chi ha il variabile risparmia.
Fin qui sembra una scommessa su dove andrà il mercato. E qui sta il punto che quasi nessuno ti dice.
Il fisso è un'assicurazione, e l'assicurazione ha un premio
Chi ti vende il prezzo fisso si sta prendendo un rischio: si impegna a darti un prezzo per un anno senza sapere cosa farà il mercato. E come chiunque si prenda un rischio al posto tuo, se lo fa pagare. Quel costo è nascosto dentro il prezzo bloccato, che viene fissato un po' sopra il valore atteso del mercato proprio per coprire l'incertezza.
È esattamente come una polizza: paghi un premio per non avere brutte sorprese. Non è una truffa, è il prezzo giusto della tranquillità. Ma va capito, perché cambia la domanda: non è "fisso o variabile mi fa risparmiare?", è "quanto vale, per me, non avere sorprese in bolletta?". Per qualcuno vale molto; per qualcun altro niente.
I numeri di oggi, in concreto
Prendiamo i valori reali che usiamo nel calcolatore, con il PUN di agosto 2026 a 0,1800 €/kWh:
- Variabile: al PUN va aggiunto il 10% di perdite di rete e lo spread di 0,0374 €/kWh. Sui valori di agosto 2026 fa circa 0,2354 €/kWh.
- Fisso: prezzo bloccato a 0,1793 €/kWh, perdite già incluse.
Nota una cosa importante: adesso i due prezzi sono vicinissimi. Non è un caso — è proprio quando il mercato è calmo che la scelta pesa di meno. La differenza vera si vede guardando cosa è successo nei mesi scorsi.
Lo storico: come si è mosso il PUN nel 2026
Guardare un solo mese non dice niente. Guardare la serie sì: si vede che il PUN oscilla parecchio, e che una tariffa indicizzata segue quelle oscillazioni mentre una a prezzo fisso no. Tutti i valori sono in €/kWh.
| Mese | Monorario | F1 | F2 | F3 |
|---|---|---|---|---|
| Agosto 2026 | 0,1800 | 0,1745 | 0,2044 | 0,1717 |
| Luglio 2026 | 0,1570 | 0,1542 | 0,1694 | 0,1523 |
| Giugno 2026 | 0,1325 | 0,1258 | 0,1517 | 0,1272 |
| Maggio 2026 | 0,1193 | 0,1072 | 0,1314 | 0,1208 |
| Aprile 2026 | 0,1195 | 0,1111 | 0,1383 | 0,1166 |
| Marzo 2026 | 0,1434 | 0,1430 | 0,1539 | 0,1381 |
| Febbraio 2026 | 0,1144 | 0,1223 | 0,1198 | 0,1053 |
| Gennaio 2026 | 0,1327 | 0,1513 | 0,1374 | 0,1183 |
Fonte: PUN Index GME, medie mensili pubblicate dal Gestore dei Mercati Energetici. Aggiorniamo questa tabella ogni mese.
Guarda la colonna del monorario nella tabella qui sopra. Tra febbraio (0,1144 €/kWh di solo PUN) e marzo (0,1434 €/kWh) c'è un salto di circa il 25% da un mese all'altro. Chi a febbraio aveva il variabile ha pagato pochissimo; a marzo ha visto la bolletta salire. Chi aveva il fisso, in quei due mesi, ha pagato sempre lo stesso — di più a febbraio, di meno a marzo. È tutta qui la differenza tra le due tariffe: il fisso appiattisce la montagna russa, il variabile te la fa vivere.
Il profilo di chi dovrebbe stare sul fisso
Al netto delle previsioni di mercato — che nessuno sa fare, nemmeno chi vende energia — la scelta si riduce al tuo profilo. Il fisso ha senso se:
- Hai un budget stretto e un rincaro improvviso ti crea un problema vero, non un fastidio.
- Dormi male se la bolletta cambia ogni mese: la tranquillità, per te, vale il premio.
- Stai entrando in bolletta ora, dopo la fine del mercato tutelato, e vuoi un punto fermo mentre capisci come funziona il libero.
Il variabile ha senso se:
- Puoi assorbire un mese caro senza che ti cambi la vita, e nel lungo periodo preferisci non pagare il premio dell'assicurazione.
- Sei disposto a tenere d'occhio il PUN — che pubblichiamo ogni mese — e a cambiare se le condizioni si spostano.
- Consumi molto nelle ore e nei mesi in cui l'energia costa meno.
Le due trappole quando confronti le offerte
Qualunque cosa tu scelga, due errori mandano all'aria il confronto:
- Lo spread nascosto. Nel variabile, un'offerta con "prezzo = PUN" e spread basso può costare più di una con spread alto, a seconda di come applicano le perdite di rete. Il numero che conta è il prezzo finale al kWh, non lo spread da solo.
- La scadenza del fisso. Molte offerte a prezzo bloccato sono aggressive il primo anno e diventano care alla scadenza, quando scattano condizioni peggiori e nessuno se ne ricorda. Un prezzo fisso va sempre riguardato prima che scada.
La cosa onesta da dire
Non c'è una risposta valida per tutti, e chi te la dà — "prendi il fisso e stai tranquillo", "prendi il variabile che è sempre più conveniente" — sta semplificando per venderti qualcosa. La risposta giusta esce da due dati che hai già: i tuoi consumi reali e la tua tolleranza a una bolletta che cambia.
Il primo lo mettiamo nel calcolatore, che ti mostra le due tariffe affiancate sui tuoi kWh, non su una media. Il secondo lo sai solo tu. Se poi vuoi che qualcuno legga la tua bolletta e ti dica quale delle due, sui tuoi numeri, ti conviene davvero — senza doverti vendere niente — il cambio lo gestiamo noi e parte da lì.