Detrazione fotovoltaico 2026: il 50% sulla prima casa, spiegato bene

Nel 2026 chi mette il fotovoltaico sulla prima casa recupera il 50% della spesa dall'IRPEF, in dieci anni. Sulla seconda casa si scende al 36%. Ecco come funziona, cosa serve per non perderla e quando conviene davvero.

Aggiornato il 19 luglio 2026 · lettura 4 min

Nel 2026 installare un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione dà diritto a una detrazione IRPEF del 50% della spesa. Non è uno sconto immediato: è una somma che ti torna indietro come minori tasse, spalmata negli anni. Ma è l'agevolazione più semplice e alla portata di tutti, senza bandi né graduatorie.

Quanto vale e su cosa si applica

La detrazione rientra nel bonus ristrutturazioni. Sulla prima casa l'aliquota per il 2026 è il 50%, con un tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare. Sulla seconda casa scende al 36%, con tetto di 48.000 €. Copre il fotovoltaico e, se installata insieme, anche la batteria di accumulo.

Come si recupera: 10 rate annuali

Il beneficio si recupera in dieci quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Un esempio: su un impianto da 16.000 €, il 50% fa 8.000 €, che ti tornano indietro a 800 € l'anno per dieci anni. Attenzione a un punto che frega molti: la detrazione abbatte l'IRPEF che devi, quindi serve avere capienza fiscale — cioè pagare abbastanza tasse da assorbire la rata. Chi ha redditi molto bassi rischia di perdere la parte che eccede l'imposta dovuta.

Cosa serve per non perderla

Due adempimenti sono obbligatori e non perdonano errori:

  • Bonifico parlante: il pagamento va fatto con il bonifico dedicato a detrazioni, con causale e codici corretti. Pagare in contanti o con bonifico ordinario fa perdere il diritto.
  • Comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Un installatore serio se ne occupa per te, ma la responsabilità della documentazione resta tua: conserva fatture e ricevute.

La cosa onesta da dire

Il 50% è ottimo, ma il vero motore del risparmio resta l'autoconsumo: l'energia che produci e usi subito è quella che ti fa risparmiare di più. La detrazione accorcia il rientro, non lo sostituisce. Se vuoi capire se un impianto ha senso a casa tua, prima ancora del bonus, parti dai numeri: nella guida il fotovoltaico conviene davvero? trovi il ragionamento completo, e con il calcolatore vedi quanto stai pagando l'energia oggi — il punto di partenza per ogni conto.

E se hai un ISEE basso, c'è un'alternativa che può coprire l'impianto quasi per intero: il reddito energetico.

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Domande frequenti

La detrazione del 50% sul fotovoltaico è confermata per il 2026?

Sì. Per il 2026 la detrazione sulla prima casa resta al 50% con tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare, da recuperare in dieci rate annuali. Sulla seconda casa l'aliquota è il 36%.

Posso avere sia la detrazione sia il reddito energetico?

No, non si cumulano sullo stesso impianto: il reddito energetico è un contributo a fondo perduto e la detrazione è uno sconto fiscale sulla spesa che sostieni tu. Si sceglie l'uno o l'altra in base all'ISEE e alla capienza fiscale.

Cosa succede se non ho abbastanza tasse da pagare?

La detrazione abbatte l'IRPEF dovuta anno per anno: se la rata annuale supera l'imposta che devi, la parte eccedente si perde, perché non è rimborsabile. Per questo con redditi bassi va valutata con attenzione.

Devo per forza fare il bonifico parlante?

Sì. Il pagamento va effettuato con il bonifico dedicato alle detrazioni, con la causale e i codici corretti. È una condizione per avere il beneficio: pagare in contanti o con bonifico ordinario fa perdere il diritto.

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