Il fotovoltaico in Italia cresce, ma sulle case si è fermato

Nei primi sei mesi del 2026 l'Italia ha installato 3,1 GW di fotovoltaico, il 12% in più dell'anno scorso. Il dato però nasconde una frattura: mentre imprese e grandi impianti corrono, il residenziale è sceso del 19%. Ecco perché — e perché non è un buon motivo per rinunciare.

Aggiornato il 23 luglio 2026 · lettura 5 min

I dati sul primo semestre 2026 raccolti da Italia Solare, l'associazione di categoria del settore, raccontano un mercato che cresce: 3.093 MW di nuova potenza connessa in sei mesi, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il parco italiano arriva così a 46,6 GW su oltre 2,2 milioni di impianti, con gli accumuli che superano i 19,3 GWh installati.

Sotto quel +12%, però, c'è un numero che va nella direzione opposta.

Il numero che conta: -19%

Gli impianti sotto i 20 kW — cioè quelli sui tetti delle case — hanno totalizzato 507 MW nel semestre: il 19% in meno dell'anno scorso. E il numero di nuove installazioni, non la potenza, è calato di oltre un quarto. Tradotto: si installa più fotovoltaico, ma su molti meno tetti privati.

Il resto del mercato va nella direzione contraria. Gli impianti da 20 a 200 kW, tipicamente artigiani e piccole imprese, crescono del 26%. La fascia tra 200 kW e 1 MW segna +37%, con 600 MW connessi. E i grandi impianti da oltre 10 MW aggiungono altri 651 MW. Il fotovoltaico italiano si sta spostando dai tetti ai capannoni e ai campi.

Perché le famiglie si sono fermate

Non è che il fotovoltaico sia diventato meno conveniente. È cambiato il modo in cui lo si paga.

Per un paio d'anni il residenziale ha viaggiato sulla spinta del Superbonus e soprattutto della cessione del credito e dello sconto in fattura: meccanismi che permettevano di mettere l'impianto sul tetto senza tirare fuori i soldi. Chiusa quella finestra, l'impianto è tornato a essere quello che è sempre stato — un investimento da anticipare — e la detrazione al 50% restituisce la metà della spesa, ma in dieci rate annuali e solo a chi ha capienza fiscale.

A questo si aggiunge il fatto che le bollette non fanno più la paura del 2022. Quando il prezzo dell'energia era ai massimi, il calcolo lo faceva l'ansia; adesso lo deve fare l'aritmetica. Ed è un bene, perché l'aritmetica è più affidabile.

Il paradosso: comprare oggi conviene più di prima

Qui sta la parte controintuitiva. Mentre il mercato residenziale rallenta, le condizioni tecniche sono migliori di quando c'era la corsa: i moduli costano meno di allora, gli accumuli anche, e gli installatori non hanno più le liste d'attesa di sei mesi che gonfiavano i preventivi. Nel 2022 si pagava troppo per avere l'impianto subito. Oggi si tratta.

Quello che è sparito non è la convenienza: è l'euforia. E con l'euforia sono spariti anche parecchi impianti sovradimensionati venduti a chi non ne aveva bisogno.

Cosa significa per chi ha una casa

Che la decisione torna a essere una decisione, da prendere sui propri numeri e non sul clima generale. I tre dati che servono sono sempre gli stessi: quanto consumi, quando lo consumi e quanto lo paghi oggi. Da lì si capisce se un impianto ha senso, di che taglia, e se la batteria serve o è solo una voce in più sul preventivo.

Sui prezzi correnti abbiamo messo tutto nero su bianco nella guida quanto costa un impianto fotovoltaico nel 2026, taglia per taglia. Sul se convenga a casa tua, il ragionamento completo è in quando il fotovoltaico conviene davvero. E se in Campania, la resa reale dei nostri tetti la trovi in quanto produce il fotovoltaico a Salerno.

C'è anche una via senza tetto

Vale la pena ricordarlo, visto che il calo riguarda proprio chi un impianto non riesce a installarlo: chi vive in appartamento, in affitto o sotto vincolo paesaggistico può accedere ai benefici del solare senza mettere un pannello, entrando in una comunità energetica. E chi ha un ISEE basso ha il reddito energetico, un contributo a fondo perduto che copre l'impianto quasi per intero — esattamente lo strumento pensato per chi non può anticipare la spesa.

La cosa onesta da dire

Il calo del residenziale non è un verdetto sulla tecnologia: è la fine di una stagione in cui si installava perché era gratis. L'Italia intanto resta lontana dai 6-7 GW l'anno che servirebbero per arrivare all'obiettivo dei 79 GW al 2030, e i tetti delle case sono lo spazio più grande ancora inutilizzato.

Se stai valutando un impianto, il momento è tutt'altro che sbagliato — ma il conto va fatto prima, non dopo aver firmato. Parti dal punto zero: quanto ti costa l'energia adesso. Il calcolatore te lo dice in un minuto, senza email né registrazione. Tutto il resto viene dopo quel numero.

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Domande frequenti

Quanto fotovoltaico è stato installato in Italia nel primo semestre 2026?

Secondo i dati di Italia Solare sono stati connessi 3.093 MW di nuova potenza, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il parco nazionale ha raggiunto 46,6 GW su oltre 2,2 milioni di impianti, con gli accumuli oltre i 19,3 GWh.

Perché il fotovoltaico residenziale è in calo?

Perché è finita la stagione di Superbonus, cessione del credito e sconto in fattura, che permettevano di installare senza anticipare la spesa. Oggi l'impianto va pagato e la detrazione del 50% rientra in dieci anni, quindi la decisione richiede una valutazione economica che prima molti non facevano.

Conviene ancora installare il fotovoltaico nel 2026?

Sì, ma va valutato sui propri consumi. I costi di moduli e accumuli sono più bassi rispetto al picco del 2022 e gli installatori hanno tempi più corti. La convenienza dipende soprattutto dall'autoconsumo, cioè da quanta energia si usa mentre l'impianto la produce.

Quali segmenti stanno crescendo di più?

Gli impianti di taglia media e grande: la fascia 20-200 kW cresce del 26%, quella tra 200 kW e 1 MW del 37% con 600 MW connessi, mentre gli impianti sopra i 10 MW hanno aggiunto 651 MW. Il mercato si sta spostando dai tetti residenziali verso imprese e grandi impianti a terra.

Cosa può fare chi non può installare un impianto sul proprio tetto?

Può entrare in una comunità energetica rinnovabile, che permette di accedere ai benefici dell'energia condivisa anche vivendo in appartamento o in affitto. Chi ha un ISEE basso può invece valutare il reddito energetico, un contributo a fondo perduto che copre gran parte della spesa.

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Il calcolatore lavora sui tuoi kWh reali e ti dice quanto pagheresti con le condizioni che trattiamo noi. Ci vogliono trenta secondi e non chiede né email né registrazione.

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